Comune di Forno di Zoldo


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colori delle Dolomiti

Forno di Zoldo è una stazione climatica posta a 840 metri di altitudine. Solo nelle sue frazioni più alte (Fornesighe, Foppa, Villa, Casal) supera di pochissimo i mille metri; il borgo di Pralongo li sfiora appena.
Questo la rende una meta ideale soprattutto per le famiglie che cercano pace, tranquillità e per tutti coloro siano alla ricerca di un isola felice dove potersi rigenerare. Soggiornare in questa valle significa capire come le giornate siano scandite dai rintocchi delle campane, dal sorgere e dal calare del sole. Qui anche solo fare la spesa diventa di nuovo piacevole; farsi guidare nel bosco dagli odori e dai colori di questa terra dove la tradizione viene considerata ancora un valore sarà un viaggio nel tempo e nello spazio.

Geograficamente la Val di Zoldo è composta da tre comuni: Forno di Zoldo, Zoppè di Cadore (per appartenenza geo-morfologica) e Zoldo Alto ed è delimitata dalla valle del Cordevole a ovest (con Agordo e Alleghe) dalla Val Fiorentina a nord (con Selva di Cadore), da quella del Boite a est (con Cortina d’Ampezzo e Pieve di Cadore) e quella del Piave a sud (Longarone, Ponte nelle Alpi, Belluno).
 
monte pelmo e zoppè da fornesighe
Il fascino di questi luoghi non conosce stagioni da quando, già due secoli fa, i primi pionieri scoprirono l’imponente bellezza del Monte Civetta (m. 3218) e del Monte Pelmo (m. 3168), definito anche “Caregon del Padreterno”, per la particolare conformazione simile ad un enorme trono. Nonostante il gruppo del Civetta e il Monolitico Pelmo siano tra le cime dolomitiche piu suggestive, insieme alla Marmolada, alle Tofane, al Cristallo e alle Tre Cime di Lavaredo, tutte località situate a pochi chilometri da Forno di Zoldo, sono da sottolineare le parole di Amelia B. Edwards che nel 1872, dopo aver peregrinato per tutte le Dolomiti, nella sua ultima tappa scrive: “…Ci affacciammo sopra un incantevole pianoro erboso punteggiato di chiari massi sparsi qua e là e da macchie scure di pini e delimitato da una fila di cime, belle come ancora non ne avevamo vedute, fantastiche nella luce del tramonto…”. Stavano ammirando la Cima Pramper nel gruppo del Mezzodì, nell’attuale Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi sopra Forno di Zoldo. (A. B. Edwards – “Cime inviolate e Valli sconosciute” vagabondaggi di mezza estate nelle Dolomiti – 1872- pag. 224).
 
Pur essendo il comune di Forno inserito in uno contesto ancora intatto, e per questo estremamente affascinante, la sua posizione favorevole, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, lo rende una meta assai interessante anche per la centralità e la vicinanza con altre note località. Queste alcune delle distanze dai centri più importanti che consentono di trascorre una piacevole giornata:
• 100 km da Venezia (comodamente raggiungibile anche in treno)
• 40 km dalla ridente cittadina di Belluno, la città dell’ecclettico giornalista, scrittore, fumettista, alpinista, Dino Buzzati, ormai riconosciuto a livello mondiale 
• 45 km dalla nota  Cortina d'Ampezzo – 30 km da Pieve di Cadore (casa del Tiziano)
• 55 km dal lago di Misurina e dalle Tre Cime di Lavaredo
• 15 km da Cibiana paese dei murales (visite guidate)
• 10 km dal Monte Rite dove si trovano il forte della I guerra mondiale col Museo di Messner
• 22 km da Agordo – da visitare la Valle Imperina e le vie del ferro
• 50 km dalla Marmolada e dal Lagazuoi (funivie e percorsi di guerra)
• 65 km da Feltre grazioso centro storico importante per la festa dell’artigianato e per il palio – da visitare Santuario dei SS. Vittore e Corona, ora Basilica
• 20 Km dalla diga del Vajont ed i paesini di Erto e Casso, tristemente famose per l’omonimo disastro ma anche luoghi natali dell’alpinista-scultore-scrittore Mauro Corona
• 14 Km da Longarone sede del Palazzo delle fiere dove alla fine del mese di novembre si svolge la Mostra Internazionale del Gelato
• ancora: Alleghe, Dobbiaco, Auronzo, Lienz (in Austria 85 km), Moena, lago di Braies, ecc.